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IDILLIO CONCLUSO, RIMANE UN PAESE DA GOVERNARE
Giovedý 31 agosto 2017

Il PSD, nel voler cercare di fare chiarezza in questo travagliato periodo che il mondo bancario sammarinese sta affrontando, ritiene opportuno ricapitolare una serie di fatti insieme alla cittadinanza.

 

Che la Cassa di Risparmio avesse necessità di vedere rinnovata la propria governance, non vi era dubbio, e che lo Stato in ragione dello sforzo profuso dovesse avere il controllo dell’Istituto, ivi compresa la necessità di un suo rafforzamento patrimoniale, era un percorso che tutte le forze politiche sapevano che si sarebbe dovuto compiere. La gestione della crisi da parte dei vari attori che hanno voce in capitolo, e di conseguenza responsabilità gravi, è il vero tasto dolente di tutta questa vicenda.

 

Si ricordino gli allarmi sulla liquidità che il segretario Celli aveva lanciato nei primi giorni di gennaio, cui è seguito il commissariamento di Asset con tutte le imprudenze e leggerezze compiute dai Commissari e dalla Vigilanza di Bcsm nonché la scelta tardiva del blocco dei pagamenti a danno dell’intero Sistema.

 

Si è proseguito con l’esautorare, ad un mese dalla sua scadenza naturale, quello che era il CdA della Cassa lasciando di fatto la Banca priva di un bilancio da approvarsi entro i termini di Legge. Viene insediato un nuovo CdA, formato da “superesperti” strapagati, tra cui Nicolino Romito - privo dei requisiti di onorabilità necessari - in qualità di presidente. In tutto questo, le opposizioni si sono trovate senza una propria rappresentanza. Perché? La risposta non è data da sapersi. E la Vigilanza della Bcsm innanzi a tutti questi fatti? Silente, all’epoca.

 

Si è andati oltre, il governo ha deciso far assorbire Asset alla Carisp, senza che ci fosse un bilancio approvato, accollandosi tra le altre cose anche la conversione del credito di imposta degli istituti bancari in titoli di Stato.

 

Si arriva quindi al deposito da parte del CdA di Carisp di un bilancio con 534 milioni di perdita, bilancio approvato con due voti contrari e corredato dall’astensione da parte del Revisore per mancanza di elementi di giudizio sulla bontà dei criteri utilizzati. Un fatto grave poiché il Governo ha intenzione di generare debito pubblico sulla base di questi avvenimenti.

 

Banca Centrale, tardivamente – o forse tardiva è stata la richiesta del CdA? – autorizza con riserva una perdita ripartita negli anni. Il CdA incassa l’autorizzazione di Bcsm con riserva e fa “dietrofront” presentando un nuovo progetto di bilancio, intanto i danni ovvero gli effetti collaterali del primo deposito rimangono. Nel mentre, quando già un assemblea dei Soci è convocata per il 14 settembre, Nicolino Romito dichiara di voler lasciare il timone di Carisp.

 

Ci rendiamo contro che diventa difficile seguire, tuttavia adesso arriva il “bello” e vale la pena fare uno sforzo.

 

In tutto questo, Il direttore generale di Bcsm Lorenzo Savorelli presenziando al meeting di Rimini compie un gesto sconsiderato, oltraggiando, insieme ad un fotografo, l’immagine di un Paese e l’Istituzione da cui dipende. La politica reagisce, maggioranza e opposizione, condannando l’episodio. Noi continuiamo a sottolineare che si tratta della sintesi di una gestione operativa sgraziata, la quale deve rimanere slegata dal gesto zotico che ha causato l’epilogo del suo mandato in Bcsm.

 

Da qui, il caos istituzionale generale.

 

L’idillio tra Bcsm e governo va rapidamente in frantumi, precisamente dal momento in cui arriva l’inevitabile ben servito nei confronti Savorelli, incensato fino a pochi giorni prima. A dover formalizzare questa decisione però è il Consiglio Direttivo di Bcsm, dal quale ufficialmente non pervengono dichiarazioni.

 

Per conto di Bcsm reagisce lo stesso (ex?) direttore generale il quale di lì a poco sospende Marcello Forcellini – membro del CdA di Carisp e laureato in Bocconi – perché ritenuto membro inadeguato. Di seguito le dimissioni irrevocabili di Giuliana Cartanese, anch’ella nel CdA di Carisp. Non è finita. Attraverso una relazione fornita all’Ansa, Savorelli chiede l’allontanamento del presidente Romito dal CdA di Carisp, condannando il suo operato definendolo carente, omissivo ed inadeguato nonché causa, di fatto, dell’attuale collasso della Banca. Tutte queste cose erano lampanti, ma ora che il sodalizio è finito, si inizia a rimarcarle.

 

A questo punto non possiamo che porre delle questioni:

 

Perché il sodalizio è finito? Non c’era una volontà comune nel voler candeggiare San Marino? Come mai il repulisti al momento sta avvenendo solamente nei reciproci organismi di Bcsm e Carisp, i quali avevano originariamente il compito di rassettare un Paese che al contrario dall’esterno, con quello che sta accadendo in queste ore, viene percepito come preda di una guerra per bande? Cosa dirà di tutto questo il FMI che di qui a breve si troverà in visita sul Titano? Cosa gli raccontiamo? Che era tutto calcolato?

 

Quando ricordammo pochi giorni fa a governo e maggioranza che la cura rischiava di essere più dannosa del male, facevamo riferimento proprio a questo tipo di gestione scriteriata che si sta manifestando oggi.

 

San Marino, 31 Agosto 2017

Ufficio stampa del Psd

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