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COMUNICATO STAMPA
Giovedý 02 marzo 2017

I temi etici sono diventati, a causa della concomitanza di numerosi eventi, un argomento all’ordine del giorno sia nel dibattito politico che in quello della società civile nonostante permangano tutte le preoccupazioni per gli allarmismi lanciati proprio da chi ha ricevuto il mandato per governare e trovare le migliori soluzioni per il Paese.

In Italia la recente, tragica e difficile scelta personale del Dj Fabo, a San Marino la discussione delle istanze d’arengo sull’educazione religiosa nelle scuole e proprio ieri la recentissima sentenza del Tribunale di Trento che ha riconosciuto in capo ad una coppia gay il diritto di trascrivere anche nei registri anagrafici italiani la loro paternità riconosciuta dallo Stato del Canada hanno riportato con prepotenza l’attenzione su argomenti, molto diversi gli uni dagli altri, ma che hanno in comune un fatto ineluttabile e chiaro: la nostra società è cambiata, radicalmente, ed ha nuove forti esigenze e manda alla politica un forte segnale con cui richiede l’adozione di regole in settori oggi privi di norme o che hanno leggi del tutto inadeguate o obsolete rispetto a questi cambiamenti storici.

La politica ha la missione di fare leggi non solo che interpretino le necessità della società me che dovrebbero guardare avanti, guidandone i percorsi e le traiettorie lungo le quali la vita delle persone, lo sviluppo degli individui possano affermare o riconoscersi in rinnovate identità e diritti.

Forse oggi la politica, non solo quella sammarinese, sicuramente quella italica, non è al passo rispetto a quello che domanda la sua società o almeno una sua parte e che richiede di poter veder riconosciute regole, diritto, istituti, che in Europa e nel mondo sono ormai una manifestazione ordinaria del convivere civile.

Le scelte sul fine vita, i diritti delle persone a costruire legami e rapporti ed a far nascere famiglie con modalità che intorno a noi sono considerate come normale evoluzione multiforme della società, devono trovare sensibili e pronte alla discussione e alla produzione normativa anche le forze politiche sammarinesi. Per troppo tempo qui si è rimandato facendo vincere volontà trasversali che hanno sempre fatto evitare di essere una società accogliente e rispettosa del principio della libera determinazione di tutti i cittadini.

Il PSD è pronto, desideroso di partecipare, fuori da schemi e logiche di contrapposizioni, per dare finalmente il giusto riconoscimento alle legittime richieste delle coppie dello stesso sesso, di coloro che chiedono di poter veder normato il testamento biologico, di chi chiede una scuola che educhi laicamente alla domanda di spiritualità che appartiene ad ogni persona, che aiuti e non abbandoni chi compie la tragica scelta dell’aborto o chi dopo lunga o sofferta riflessione vuole adottare scelte altrettanto tragiche.

Senza che tutto questo sia un rifiuto della vita ma anzi, uno sprone affinchè la politica, la società si impegni, con risorse concrete, a fare si che la scelta della vita si ponga in forte concorrenza rispetto a scelte più dolorose offrendo le migliori condizioni perché possa essere affermata non come imposizione dettata da un dogmatismo che rifiutiamo come antistorico e superato.

A tal proposito vogliamo ricordare che stanno scadendo i termini delle istanze d’arengo approvate dal Consiglio Grande e Generale nell’ultima seduta della passata legislatura e ricordiamo al Governo che ha il dovere di affrontare in aula i temi, delicatissimi, dell’aborto presentando soluzioni moderne, laiche e civili, rispettose del diritto delle persone, tutte.

 

San Marino, 2 Marzo 2017                                                              L’Ufficio Stampa del PSD

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