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PEZZI DI RICAMBIO
Martedě 16 agosto 2016

E’ stato pubblicato un rapporto del Ministero delle Politiche sociali italiano in cui rileva come dalle sue strutture di accoglienza siano scomparsi, a fine dicembre scorso, ben 5.902 minori stranieri non accompagnati. Ad oggi si ipotizza che gli ‘scomparsi’ siano ben oltre i 6 mila.

All’eventuale accoglienza di un piccolo gruppo di questi minori si interessò anche la nostra Caritas diocesana.

Oltre seimila, quindi, i minori scomparsi che nessuno purtroppo cerca di rintracciare; svaniti nel nulla; non hanno varcato nuovamente la frontiera; non risultano nel frattempo esserci stati ricongiungimenti familiari.

In sostanza c’è l’atroce pensiero che tanti siano stati considerati pezzi di ricambio, componenti la catena di smontaggio (prima) e montaggio (poi) di organi per un mercato che, secondo il monitoraggio del Consiglio d’Europa, è florido.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, addirittura, stima che ogni anno siano effettuati oltre 100 mila trapianti di organi derivanti da traffico illegale.

Un mese fa il quotidiano Il Fatto Quotidiano pubblicò una notizia titolata: “Migranti, chi non ha soldi è ucciso per il traffico di organi con l’Egitto.”

In questi giorni il sito ‘Lettera 43’ ha riportato: “Turchia e Libano gli hub del mercato nero di cliniche e intermediari”. Nel dettaglio spiega: “Le contrattazioni avvengono anche via internet, come per i ‘pacchetti’ viaggio. I donatori si dicono pronti a dare un rene per arrivare, loro o i loro familiari, in Europa in cambio di poche migliaia di dollari. Un’ offerta che si può trovare pure su Facebook e Twitter. Alcuni profughi sarebbero obbligati dalle mafie a vendere gli organi per ripagarsi il viaggio e la Turchia sarebbe uno dei centri più attivi di questo traffico: un vero hub, quindi, per gli intermediari e i passaggi di denaro tra donatori e trafficanti”.

Anche l’Italia è al centro di questo traffico, essendo una tra le vie preferenziali utilizzate dai migranti per fuggire dalle loro miserie e dal continuo incessante rischio di morte per bombe e cecchini.

Le diverse Onlus che si occupano dell’atroce fenomeno riferiscono che il Ministero della Salute siriano stimi, in quattro anni di guerra, almeno 18 mila i civili andati sotto i ferri per farsi prelevare organi. Una situazione drammatica coinvolgente pure i sanitari siriani. Non a caso molti di loro stanno fuggendo dal paese perché travagliati tra il dovere deontologico di restare per curare la popolazione martoriata dalle bombe ma, nello stesso tempo, dal non voler essere coinvolti nei ricatti dei trafficanti di organi.

L’impressione è che ci sia una assordante omertà attorno a questa orribile operazione criminale. Non a caso nessun Paese aderente all’UE ha ancora ratificato la relativa Convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta degli organi umani.

Una pratica, ripeto, totalmente da aborrire anche quando si tratta di rubare organi ai caduti adulti in battaglia, ma diventa oltremodo terrificante e disumana quando riguarda i bambini.

L’Italia ha firmato, ma non ancora ratificato, la Convenzione n. 216 del 25 marzo 2015. Quindici i Paesi ad aver fatto almeno questo primo passo; non così per San Marino: è con altri ancora ferma al palo.

Strano che nel marzo 2015 quando fu prodotta la Convenzione europea contro questa mattanza di bambini la nostra Repubblica, sempre attenta ai diritti dei minori, non abbia posto questa importante firma!  

Il PSD lavorerà perché prima possibile la firma e la ratifica di questa Convenzione vengano operativamente considerate una priorità.

I cacciatori di organi intanto continuano la loro carneficina.

Marina Lazzarini

 

16 Agosto 2016

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