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SUL DIRITTO ALLO STUDIO
Lunedý 25 luglio 2016

Lo ‘stato sociale’ anche se molti lo definiscono con il più moderno ‘welfare state’, è una caratteristica dei moderni stati di diritto, sviluppati basandosi su un principio di uguaglianza irrinunciabile e non emendabile di tutti i cittadini. Un obiettivo per cui i nostri vecchi si sono battuti oltre misura.

Un principio di uguaglianza che San Marino ha sempre cercato di attuare, con l’unico obiettivo di ridurre, se non eliminare completamente, le disuguaglianze sociali rendendo fruibili a tutti i cittadini diritti e servizi, ad iniziare dall’Assistenza Sanitaria e dalla Pubblica Istruzione, settori indispensabili per la nostra comunità da sempre sostenuti, seppure con traiettorie diverse, dai due partiti popolari del Paese.

Sorprende leggere in questi giorni il giudizio relativo alla Legge sul Diritto allo Studio che i giovani di uno di questi due partiti popolari (il PDCS) ha espresso.

Dopo una premessa inoppugnabile (“Riteniamo fondamentale difendere il diritto allo studio ogni singolo euro investito sui giovani è un importante valore aggiunto per la comunità”) hanno in sintesi aggiunto: “Non si possono fare tagli in questa direzione. Parametrare il contributo statale alla situazione patrimoniale della famiglia non è condivisibile”.

In sostanza i giovani democristiani sono contrari alla modifica sull'assegno di merito, da sempre ritenuto un ottimo strumento per stimolare gli studenti a un maggior impegno nello studio.

L’intendimento della proposta, presentata in prima lettura, per una più equa Legge sul Diritto allo Studio non è quello di cancellare premi ai meritevoli, ma quello di una più corretta distribuzione di contributi e borse di studio. Il periodo difficile che l’economia dello Stato sta attraversando lo pretende.

Una più equa ripartizione delle risorse è elemento fondante di uno stato sociale giusto ed efficace. Uno stato sociale che potrà così continuare a premiare gli studenti meritevoli, con particolare attenzione a sostenere quei ragazzi che ottengono ottimi risultati e possono continuare gli studi senza gravare pesantemente sulle famiglie con un reddito in difficoltà.

Una più razionale ridistribuzione delle limitate risorse di cui il Paese attualmente dispone, deve prevede che la stessa sia fatta in base alla disponibilità economica delle singole famiglie, infatti il PSD ritiene che lo stato patrimoniale di una famiglia sia un fattore di valutazione delle diseguaglianze da cui non si possa prescindere.

Ecco perché occorre ridimensionare una eventuale dispersione di risorse verso studenti economicamente più fortunati e riconoscerle ai loro colleghi altrettanto degni, ma che lo stato di necessità impedisce di poter continuare a studiare come meriterebbero.

Questo, secondo i giovani e i meno giovani del PSD, è il vero ed unico Diritto allo Studio a cui una Comunità deve puntare.

L’Ufficio stampa del PSD

San Marino, 24 Luglio 2016

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