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GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO
Lunedý 20 giugno 2016

Oggi è la Giornata mondiale del rifugiato, una definizione che diventa sempre più ampia ridefinendosi anche in relazione a situazioni ambientali ed economiche disastrose. Di anno in anno, inoltre, il classico e naturale significato di persona in fuga dalla guerra, dalle angherie, di uomo alla ricerca di protezione, si sta modificando per trasformarsi, senza sua colpa, in accomunabile problema di invasione e minaccia.

E’ quanto sta accadendo anche San Marino dove una minoranza, minima, sta costruendo ad arte argomentazioni tali da indurre i sammarinesi a cadere nella facile trappola della paura, della insicurezza che lo straniero, lo sconosciuto può portare con sé.

I Sammarinesi, per loro natura accoglienti, sono chiamati ancora una volta a dimostrare la propria solidarietà con chi è in difficoltà. Così la nostra Repubblica ha deciso, primo Paese europeo, di seguire l’esempio della Comunità Sant’Egidio, aprendo canali umanitari per non far rischiare ai profughi la vita in mare o di dover pagare i trafficanti di esseri umani.

San Marino sa come sia impossibile rinchiudersi all’interno dei propri confini o costruire muri, soluzione per alcuni appetibile, ma che non porta nessun risultato sostanziale per affrontare una crisi umanitaria globale senza precedenti.

I rifugiati sono persone alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia, per “diventare insieme a loro artigiani di pace” come ha detto Papa Francesco.

E’ anche vero che queste situazioni ci mettono di fronte alle nostre paure e a tutta una serie di problematiche che prima neppure immaginavamo, problematiche che solo la conoscenza e il rispetto reciproci possono superare.

Qui non si tratta di essere cristiani o laici, buoni o cattivi, generosi o egoisti, qui si tratta di essere giusti e umani!

Amnesty International il 15 giugno ha rilasciato la seguente dichiarazione: "La Commissione europea ha affermato che l'attuazione dell'accordo Ue-Turchia sta dando dei risultati. I risultati sono questi: migliaia di persone bloccate in condizioni disastrose in Grecia, rifugiati rispediti a forza in Siria dal confine della Turchia, siriani a rischio di essere rimandati dalla Grecia in Turchia. Risultati, certo, ma nessuno di cui essere orgogliosi. L'accordo Ue-Turchia è un duro colpo alla reputazione mondiale dell'Ue come attore globale dei diritti umani, difficilmente un modello da seguire per la politica estera dell'Ue".

A conferma di quanto dichiarato da Amnesty, proprio nelle ultime ore si è appreso dell’ennesima strage al confine tra Turchia e Siria, dove almeno undici siriani, tra i quali 4 bambini, per lo più di una sola famiglia, sono stati uccisi dalle guardie di frontiera turche mentre cercavano di attraversare il confine dal nord-ovest della Siria.

L’emergenza umanitaria senza precedenti che stiamo vivendo insegna che non ci può essere una globalizzazione economica senza una parallela globalizzazione umana, nel senso più ampio della convivenza pacifica e solidale tra i vari popoli della Terra, che escluda ogni tipo di sfruttamento e prevaricazione di un popolo sull’altro.

 

L’ufficio stampa                                                                                  San Marino, 20 giugno 2016

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