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L’ACCOGLIENZA DELLA FAMIGLIA SIRIANA.
Giovedì 16 giugno 2016

Sono arrivati a Fiumicino, provenienti da Beirut, 81 profughi in grande maggioranza siriani, grazie al progetto dei ‘corridoi umanitari’. Vanno ad aggiungersi ai 200 già in Italia dal febbraio scorso.

Il loro arrivo fa parte di un progetto di accoglienza reso possibile grazie ad un accordo tra governo italiano, Comunità di Sant’Egidio che prevede l’arrivo di un migliaio di profughi in due anni non solo dal Libano, ma anche da Marocco e Etiopia.

Un progetto cui San Marino ha aderito e vede come primo passo importante, appunto, l’arrivo in Repubblica di una famiglia siriana (genitori e tre figli minorenni). Saranno ospitati dalla Comunità parrocchiale di Borgo Maggiore.

Ad accoglierli, a Fiumicino, oltre al presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, anche la nostra ambasciatrice a Roma Daniela Rotondaro.

Un’ accoglienza che la Comunità di Sant’Egidio in una sua nota ha ricordato come non sia più un esperimento ma: “Una realtà concreta che consente a persone in fuga dalla guerra e in condizioni di estrema vulnerabilità di arrivare in tutta sicurezza e legalmente in Italia, senza rischiare la propria vita nella tragica attraversata del Mediterraneo. Si tratta di un modello positivo di accoglienza e integrazione, tanto che si sta studiando la sua realizzazione anche in altri Paesi europei”.

San Marino ha avuto la sensibilità di anticipare tanti altri grandi Paesi europei in questa splendida azione umanitaria.

Una situazione cui il PSD ha aderito fin dal settembre scorso, ricordando ai sammarinesi come fosse facile pronunciare la parola “Pace” quando si vive in un Paese dove non esiste il dramma della guerra. Si fa presto anche a sostenere che li si debba aiutare purché restino nel loro Paese. Ma come farlo  se attorno c’è solo distruzione? Se la loro vita e quella dei loro figli è costantemente in pericolo?.

L’arrivo a San Marino della famiglia siriana rispolvera nella mente dei sammarinesi un frase pronunciata nel 1944 dal futuro Papa Paolo VI, riferita proprio a quanto stava facendo, a quel tempo, la nostra Repubblica per i 100 mila profughi italiani: “Soltanto la coscienza civile può oggi apprezzare il sacrificio di un piccolo popolo che si affama per contribuire a sfamare, che raccoglie i perseguitati senza discriminazione. Un piccolo popolo che parla ai grandi. Quando si parla e si parlerà del piccolo popolo sammarinese si dovrà dire del grande popolo di San Marino”.

Il PSD è convinto che anche oggi San Marino possa contribuire alla Pace onorando le proprie radici e la propria storia. Lo sta facendo con l’accogliere una famiglia di profughi siriani. Un piccolo gesto di solidarietà umana, di accoglienza e, perché no?, di integrazione.

Ci sono Paesi che parlano di nuove frontiere e di nuovi muri in Europa. Ancora una volta si perde la memoria di come si senta chi fugge dalla guerra, dalla disperazione e dalla morte, i pensieri di chi non ha più nulla da perdere.

Quel che è peggio è il non ricordare la speranza che si prova in tali situazioni. E’ per una vita migliore che si è spinti a lasciare il proprio Paese, la propria terra. E’ la speranza ad essere sempre, e comunque, il motore trainante della vita; il contrario della disperazione.

Speranza che i sammarinesi conoscono bene, perché anche noi siamo stati migranti! Questo sentimento condiviso sarà sicuramente la molla che farà scattare nei cittadini la parte migliore di sé, producendo gesti in favore dell’ accoglienza e della solidarietà con questa giovane famiglia di profughi.

Marina Lazzarini

 Segretario Psd

 

San Marino, 16 Giugno 2016

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