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UNIONI CIVILI
Venerdý 13 maggio 2016

“Le lancette del tempo non possono essere riportate all’indietro, l’apertura mentale si è ampliata. L’approvazione della Legge Cirinnà rappresenta la vittoria di un Paese civile, non la supremazia di una parte politica su un’altra”; parole non del segretario politico PSD Marina Lazzarini, ma, come lei stessa precisa: “Sono di Dacia Maraini, a caldo, sullo slancio dell’entusiasmo per quanto appena legiferato nel suo Paese.

L’Italia ora è la ventisettesima nazione in Europa ad essersi allineata a questa ventata di rinnovamento culturale, di parità dei diritti, di maggior uguaglianza tra cittadini senza ancestrali retaggi e freni dovuti a razza, colore, genere o preferenze sessuali. Una conquista quella italiana che vorrei potesse avere un’onda lunga anche in Repubblica, facendo diventare il nostro Paese il numero 28 in Europa. Una Repubblica meritevole di abbandonare quella ‘doppia morale’ che purtroppo alberga ancora nel pensiero di molti.

Dovremmo farlo diventare un passaggio doveroso da affrontare quanto prima, meglio se entro la non lontana conclusione naturale dell’attuale legislatura. Dovremmo farlo con una proposta di Legge condivisa dalla gran parte delle forze politiche presenti in Consiglio Grande e Generale”.  

Prosegue il segretario Psd Marina Lazzarini: “Rispetto a proposte del passato, più o meno concrete sul riconoscimento delle coppie di fatto per quello che effettivamente sono, ora c’è una manifesta maggiore condivisione aperta su queste tematiche.

Il PSD sta preparando una bozza di Legge che porteremo all’attenzione sia della maggioranza sia della Costituente dei Riformisti”.

C’è anche da considerare un aspetto: la neonata Legge italiana ha evitato di normare la stepchild adoption.

“La Legge italiana precisa che resta fermo quanto previsto dalle norme vigenti. Questo dovrebbe consentire ai Tribunali di applicarla, per via giurisprudenziale, a singoli casi. Un aspetto che noi dovremo normare con particolare attenzione. Credo sia prematuro entrare ora nelle specificità. Non possiamo escludere a priori alcun tipo di ragionamento all’interno della Costituente dei Riformisti e della coalizione Bene Comune. Anche se le Unioni Civili non erano nelle priorità del Governo di questa legislatura, è giunto il tempo di aprire il dibattito nel Paese”.

 

L’Ufficio Stampa del PSD

14 maggio 2016

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