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“Andamento lento?” No, grazie
Venerdě 29 aprile 2016

Esiste un progetto che sta per essere completato e che porterà San Marino fuori dalla grave crisi in cui politiche e gestioni dell’economia sbagliate l’hanno relegata per tanti anni. Questa consapevolezza fa parte del Dna del Psd per questo ne è diventato l’interprete principale, prima individuando i motivi dell’isolamento internazionale in cui si è trovata la Repubblica e quindi  indicando nella trasparenza l’unica soluzione per riaffermare l’autorevolezza dello Stato.

L’accoglimento in via unilaterale dello scambio di informazioni è un’idea del Psd che ha consentito di sbloccare, dopo anni di tentennamenti,  una situazione difficilissima con l’Italia e con l’Ocse e ha tracciato la strada delle decisioni successive fino a quella recente di sottoscrivere per primi lo scambio automatico. Oggi San Marino è uno dei Paesi più affidabili al Mondo, non solo perché ha adeguato la propria legislazione agli standard internazionali, ma anche perché dimostra ogni giorno, nei fatti, di saperli applicare. 

Di quale “tradimento” si tratta? Forse il Movimento Rete intende continuare a giocare con le sensibilità deboli per difendere spazi di consenso politico di cittadini che si stanno, invece, rendendo conto che finalmente San Marino sta cambiando? 

Ma non sono i movimenti, che parlano alla pancia, la nostra più impellente preoccupazione.  

Siamo preoccupati perchè, con l’avvicinarsi della scadenza della legislatura, le forze politiche con le quali abbiamo sempre dialogato e senza le quali la trasformazione che abbiamo realizzato sarebbe stata difficile se non addirittura impossibile, stanno sempre più rivolgendo lo sguardo ai desiderata degli elettori e sempre meno ai problemi reali del Paese.

Le white list sono obiettivi importanti raggiunti grazie alla trasparenza, all’istituzione di uffici funzionanti di collegamento, alla riforma tributaria, al ripristino della credibilità di istituzioni fondamentali come Banca Centrale, ma il compito non è concluso e l’adeguamento del sistema delle imposte indirette così come il raggiungimento dei primi risultati nel negoziato avviato con l’Unione Europea, sono obiettivi altrettanto importanti se si vuole che San Marino possa riprendere un dialogo proficuo col Mondo e puntare su uno sviluppo solido, garantito dai grandi mercati.

Certo i progetti vanno analizzati a fondo fino a trovare quell’equilibrio che ha contraddistinto ad esempio la riforma dell’Igr, ma non per questo ora possiamo frenare o addirittura fare marcia indietro, come qualcuno vorrebbe, sull’applicazione della Smac Card.

Mancano ancora più di 18 mesi alla fine della legislatura e tanto si può ancora fare su questi fronti così come su quello di una migliore efficienza dell’amministrazione pubblica, di una maggiore razionalizzazione della spesa per consolidare i saldi attivi di bilancio che in questi tre anni si sono registrati, per rafforzare il patrimonio delle banche e migliorarne la qualità delle governance (ora con la nuova dirigenza di Banca Centrale ne abbiamo gli strumenti), per mettere in sicurezza la ricchezza accumulata dal fondo pensioni.

Certo anche gli investimenti pubblici sono importanti a partire dalla infrastruttura per la scuola secondaria, ma non possiamo proprio ora essere meno incisivi, ‘l’andamento lento’ non si confà a chi si è assunto la responsabilità di guidare il Paese in uno dei peggiori periodi di crisi della sua storia, occorre piuttosto avere idee chiare e muoversi velocemente.

Il Psd è disposto a dialogare sia con gli attuali alleati che con chi è seduto al Tavolo Riformista, ma col compito di accelerare i percorsi, non rallentarli o, addirittura, rinviarli.

L’Ufficio Stampa

 

San Marino, 29 aprile 2019

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