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Riflessioni sugli attentati terroristici
Lunedý 16 novembre 2015

Papa Francesco sugli attentati di Parigi, profondamente colpito, ha detto che : “Si tratta di un attacco alla pace di tutta l’umanità che richiede una reazione decisa e solidale da parte di tutti noi per contrastare il dilagare dell’odio omicida in tutte le sue forme. Usare Dio per giustificare l’odio è una bestemmia!”.

“Una condanna senza se e senza ma a questi atti terroristici che, in prima, colpisco l’Islam. E’ una bestemmia usare il nome di Dio invano per uccidere un’altra vita umana. Proprio il Corano dice che chi uccide una persona è come abbia ucciso tutta l’umanità”. Lo ha detto il presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche italiane e imam di Firenze, Izzedin Elzir.

Il dottor Umberto Veronesi ha affermato all'Adnkronos: "Sono contrario all'idea di fare guerra all'Isis perché violenza chiama violenza. Più loro tagliano teste, più noi bombardiamo: qualcuno deve fermare questa catena di azione e reazione e deve farlo con il dialogo e la tolleranza religiosa".

È evidente a tutti che dobbiamo opporci alla violenza dello stato islamico e contrastarlo, ma dobbiamo stare attenti a non cadere in contraddizioni, perché proprio su queste contraddizioni si basano giudizi che tendono in qualche modo a giustificare quegli atti terroristici, che nulla hanno a che fare con umanità, libertà o religione.

Una domanda che può aiutare a capire quali siano le contraddizioni prioritarie dell’occidente è: lo stato islamico dove prende i soldi? Come si finanzia?

La prima fonte di finanziamento dell’isis è la vendita di petrolio grezzo, dalla quale incassa 3 milioni di euro al giorno. L’occidente acquista grezzo dall’isis, anche di contrabbando, e vende armi: questa è una enorme contraddizione!

Se si vuole colpire un’organizzazione criminale, come ha insegnato Giovanni Falcone, prima di tutto gli devi tagliare le finanze.

Dalla Siria e dagli altri territori occupati o in guerra con l’isis la gente fugge, cerca aiuto, per salvarsi la vita e anche perchè non condivide ciò che lo stato islamico impone; l’Europa però chiude le porte come se fossero gli immigrati a portare il terrorismo. In realtà negli attentati di Parigi i terroristi erano francesi e belgi arabi di seconda generazione, non migranti.

La politica dei respingimenti, quindi, è un’altra contraddizione!

I paesi occidentali hanno messo in campo da anni una dura strategia contro i dittatori del Medio Oriente, da Saddam Hussein a Gheddafi, fino al siriano Assad, ma questi dittatori “laici” avevano predetto che senza di loro si sarebbe diffuso il caos del terrorismo e così è stato.

Con la paura diffusa dagli attentati sono state annullate le visite in Francia e Italia del presidente iraniano Rohani, con grande soddisfazione di Arabia Saudita, Quatar e Israele, che non vogliono la normalizzazione dei rapporti fra Iran ed Europa.

Papa Francesco parla di una terza guerra mondiale combattuta a pezzi, ma quali sono le vere motivazioni? Quali le forze occulte e le lotte di potere che si muovono nell’ombra sulle teste delle persone e giocano con le vite di tutti noi?

La storia ci insegna che ogni periodo di profonda crisi economica si è concluso con una guerra, che ha distrutto tutto, resettato, poi l’economia riparte. È questo che stiamo vivendo?

La finanza e l’economia guidano il gioco? La guerra di religione è solo un paravento?

La guerra è sempre il fallimento della politica, che deve mettere in campo altre modalità di confronto per risolvere i problemi. L’Europa, nata sulle macerie della seconda guerra mondiale, per assolvere alla sua missione di Pace e stabilità deve trovare più equilibrio fra finanza e politica, superare la fortissima egemonia delle banche e potenziare il peso della politica, perché l’economia deve essere al servizio dei paesi e delle persone, non il contrario.

Quando le persone e i paesi sono al servizio dell’economia i diritti vengono schiacciati, la vita dei cittadini non ha più valore e ogni guerra è possibile.

Gli attentati terroristici di Parigi, vili, assurdi, disumani, minacciano i nostri valori e il  nostro modo di vivere; dobbiamo rispondere rimanendo coerenti con i principi di democrazia e giustizia che l’Europa ha conquistato con sangue e sofferenze durissime.

La pace non può che passare attraverso la conoscenza obiettiva, imparziale e realistica dei problemi, il dialogo e il confronto politico, perché la violenza della guerra calpesta ogni diritto e la dignità di ogni popolo.

San Marino, 16 novembre 2015

 

 

Marina Lazzarini

Segretario PSD

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