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SI FA PRESTO A DIRE “PACE”
Domenica 20 settembre 2015

Lunedì 21 settembre 2015 è la Giornata Internazionale della Pace, indetta dall’Onu il 30 novembre 1981 per invitare tutti i popoli del mondo a riaffermare il proprio impegno a vivere in armonia come membri di un’unica famiglia umana.

Dalla fine della seconda guerra mondiale la situazione che i popoli stanno vivendo fra Asia, Medioriente, Africa ed Europa è sicuramente oggi molto lontana dal concetto di Pace...

Le strazianti immagini che vediamo in TV ogni giorno, alle quali non ci si può umanamente abituare, di bambini annegati, di giovani che marciano a piedi scalzi, magari con le stampelle, in cerca di un posto sicuro per la loro vita, di mamme che cercano di consolare i loro bambini impauriti e disperati... città distrutte dalle quali scappano, massacri disumani messi in atto da gruppi sanguinari ...

Si fa presto a dire “Pace” quando nel tuo paese non c’è la guerra! Si fa presto a dire “...dobbiamo aiutarli a restare nel loro paese” ...E come fanno se le loro case sono state distrutte? Se la loro vita e quella dei loro figli sono costantemente in pericolo?

Dall'inizio del 2015 quasi 350.000 persone hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere la salvezza in Europa. Per 2750 di loro quel mare è diventato una tomba. Sono persone profondamente traumatizzate dalle violenze subite, fisicamente e psicologicamente esauste. Hanno bisogno di aiuto.

Viviamo immersi in troppe contraddizioni e in un sistema dell’informazione internazionale poco chiaro, nel quale la verità viene camuffata, gli intrecci affaristici nascosti da false motivazioni politiche...

Gli Stati Uniti e l’Europa si preoccupano se Putin invia aiuti militari alla Siria di Assad, ma non fanno commenti sugli attacchi dell’esercito israeliano alle postazioni siriane, favorendo così l’avanzata dello stato islamico, il famigerato Isis...

La Turchia è entrata nella guerra contro lo stato islamico, ma per prima cosa attacca i Curdi di Kobane, che hanno lottato duramente contro l’Isis.

Tutti condannano le atrocità compiute con grande enfasi dagli uomini neri incappucciati, però si continua ad acquistare petrolio a basso prezzo da quegli stessi tagliagole, perché così si abbassa il prezzo sul mercato, ottenendo due risultati: gli occidentali spendono meno nel carburante e sono tranquilli, l’organizzazione dei tagliagole ha le tasche che traboccano di soldi utili ad attirare giovani insoddisfatti da tutto il mondo e potenziare la loro azione disumana.

Nel 1944 il futuro Papa Paolo VI diceva di San Marino: "Soltanto la coscienza civile può oggi apprezzare il sacrificio di un piccolo popolo che si affama per contribuire a sfamare, che raccoglie i perseguitati senza discriminazione….Un piccolo popolo che parla ai grandi….Quando si parla e si parlerà del piccolo popolo sammarinese si dovrà dire del grande popolo di San Marino."

Qualcuno qualche giorno fa ha ipotizzato che per accogliere rifugiati a San Marino bisogna fare un referendum... Ma ci siamo proprio dimenticati delle nostre radici?

Oggi San Marino può contribuire alla Pace onorando proprio le sue radici e la sua storia. In linea con tutto ciò è la decisione del Governo di procedere ad accogliere un gruppo limitato di profughi minorenni, in collaborazione con le diverse associazioni di volontariato del territorio e con le famiglie.

L’antica Repubblica della Libertà deve avere più coraggio anche in ambito internazionale, dando seguito all’ODG approvato in Consiglio Grande e Generale che prevede l’apertura di un canale ufficiale diplomatico con l'Autorità Palestinese.

Deludente è l’astensione all’ONU di San Marino nella recente votazione per l'esposizione della bandiera Palestinese a fianco a quella del Vaticano, come deludente è stata nel 2012 l’astensione per l’ingresso della Palestina all’ONU quale Stato Osservatore. Dobbiamo smetterla con queste posizioni che nulla hanno a che fare con il passato glorioso di accoglienza e libertà per i quali San Marino è riconosciuto nel mondo.

La Pace è un Diritto Umano fondamentale e per la Pace San Marino si deve impegnare di più. Il governo 2006, guidato dal PSD, aveva inaugurato la “Delega alla Pace” con l’intento di creare a San Marino le strutture adeguate per operare in campo internazionale sul dialogo interculturale, avviando un Osservatorio per la Pace, una Scuola per Operatori di Pace a livello universitario, cercando di ottenere in territorio una sede istituzionale internazionale sui temi del dialogo fra i popoli e della Pace. Questa delega è stata eliminata dai governi successivi, con l’affermazione che tutte le Segreterie si devono occupare di Pace. Il risultato di questa decisione però non pare essere stato così produttivo e incisivo ...

In questa giornata internazionale dedicata alla Pace come Segretario Generale del secondo partito del Paese ripropongo l’assegnazione a una Segreteria di Stato, anche in condivisione con altre, della Delega alla Pace e di lavorare per gli obiettivi precedentemente illustrati, al fine di essere promotori di Pace nei fatti e non solo a parole.

Marina Lazzarini

 

San Marino, 20 Settembre 2015

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