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ISS al centro del dibattito del Tavolo Riformista
Martedý 04 agosto 2015

Il 27 Luglio, durante la Festa del Partito dei Socialisti e dei Democratici,  esponenti del Tavolo Riformista  si sono confrontati sull’ Istituto per la Sicurezza sociale, a sessant’ anni dalla sua fondazione.

Il 23 Dicembre 1955 i Capitani Reggenti, Primo Bugli e Giuseppe Maiani, annunciarono alla popolazione  con pubblico manifesto la nascita  dell’ Istituto per la Sicurezza Sociale, approvata il giorno precedente dal Consiglio Grande e Generale  per ACCLAMAZIONE .

La modalità di approvazione è significativa del clima di  condivisione  fra maggioranza e opposizione nell’ affrontare un problema  grave quale era quello della assistenza sociale, in anni di grande ristrettezza  finanziaria della Stato e di povertà  di buona parte dei cittadini  e delle famiglie sammarinesi. La collaborazione è ancora più significativa se si considera la accesa contrapposizione ideologica fra maggioranza e opposizione in quei difficili anni.

Si cominciò a parlare  di Sicurezza Sociale nel 1945 e negli anni successivi si valutarono vari modelli di assistenza:  si scelse di creare un’ istituzione che rispondesse ai bisogni di  sanità e di previdenza. La legge fu elaborata dopo lunga riflessione, con grande senso di responsabilità e prudenza da parte degli estensori,  tenendo conto delle oggettive difficoltà di bilancio; c’era la consapevolezza di attuare una forma di assistenza non presente in gran parte delle nazioni europee e che era in grado di dare risposte alla malattia, all’ infortunio, alla inabilità e alla vecchiaia.

Questo in sintesi  il contesto storico.

Tutti gli esponenti delle forze riformiste presenti al dibattito di lunedì 27 luglio hanno ribadito la centralità dell’ Istituto di Sicurezza Sociale nella società sammarinese, Istituto che rappresenta un elemento di identità e di solidarietà al di là della semplice erogazione di un servizio.

La politica sanitaria negli anni successivi all’ istituzione dell’ ISS ha confermato, più o meno consapevolmente, che la cura dei pazienti sammarinesi  deve partire dal nostro territorio.

Questa è di fatto la scelta compiuta da tutte le forze politiche che hanno avuto di volta in volta responsabilità di governo, anche se sicuramente è mancata fino ad ora la tensione di progettare e di adeguare la nostra realtà sanitaria ai tempi nuovi, che richiedono innanzi tutto confronto con la realtà sanitaria italiana e la definizione di una sanità possibile e sostenibile a San Marino .

I recenti accordi con le Regioni italiane a noi limitrofe vanno nella direzione giusta, che è quella di collaborazione e integrazione della nostra sanità con la sanità italiana, collaborazione necessaria per mantenere un livello di prestazioni adeguato e di alto livello.

Anche l’ elevato numero di medici precari ospedalieri (fino a oltre dieci anni di servizio) testimonia che la capacità di programmare la sanità  è stata carente per molti anni: è necessario che la politica ritrovi  una via unitaria, svincolata da logiche di parte, come è sicuramente avvenuto oltre sessant’ anni fa.

Misura di ciò sarebbe la sostanziale separazione del ruolo politico da quello dirigenziale all' interno dell' ISS, con un riconoscimento della peculiarità della sanità all' interno della Pubblica Amministrazione.

Fin dall’ inizio della serata il moderatore ha colto l’ elemento significativo del dibattito: il sostanziale accordo di tutti i partecipanti sul modello di sanità che si vuole oggi e per il futuro.

Il Tavolo Riformista, promosso dal PSD, è nato con lo scopo di superare la frammentazione della sinistra sammarinese, partendo proprio dal confronto sui contenuti, poiché solamente sulla convergenza delle idee e sulle modalità della loro concretizzazione si potranno definire programmi e progetti futuri, al di là delle sigle e delle personalità che le esprimono.

L’Ufficio Stampa

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