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Comunicato ONU
Giovedý 25 giugno 2015

Il PSD sottolinea l’importanza dell’entrata nella fase di confronto e di definizione della cornice istituzionale nella quale inquadrare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

 

SI cercherà una modalità che permetta di preservare quanto più possibile la nostra sovranità, sapendo comunque che per poter rendere comunitari i nostri prodotti e servizi dovremo rispettare le regole del Mercato Unico e lo spirito delle quattro libertà fondamentali che lo reggono: circolazione delle persone, delle merci, dei servizi, dei capitali.

 

La Commissione europea ha ben presente le impossibilità strutturali di un piccolo stato come San Marino nel liberare senza limiti lo stabilimento o l’accesso al lavoro: Malta, Liechtenstein, Lussemburgo sono precedenti utili nel comprendere la flessibilità temporanea e permanente che l’UE concorda.

 

Il PSD sottolinea anche che nella valutazione dei costi/benefici che la prospettiva di maggiore integrazione impone, bisogna sempre tenere a mente il costo futuro della non integrazione attuale che permarrebbe se non facessimo passi in avanti, considerando altresì che già ora molte delle peculiarità che ci consentivano alcuni “privilegi” sono state abbandonate: ora quindi rispettiamo molte regole dei paesi membri UE, senza però avere il loro status, le loro possibilità.

 

 Più importante ancora del lato economico sarà quello dei diritti e delle possibilità dei cittadini sammarinesi di essere considerati alla pari dei francesi, degli inglesi, dei tedeschi etc., per la mobilità, il lavoro, i bandi europei, lo studio. Molti dei nostri concittadini sono equiparati agli altri, ma solo perché dispongono della cittadinanza italiana: è una situazione imbarazzante che pone ulteriori divisioni all’interno della nostra comunità.

 

Il PSD ritiene necessario un confronto con la politica, le associazioni sindacali e datoriali con la cittadinanza in generale, per la definizione dell’equilibrio più proficuo per la Repubblica di San Marino.

 

Sarà un negoziato complesso e faticoso che dovrà produrre un accordo lungimirante e duraturo. Anche per questo prevederà esplicitamente che al suo termine i sammarinesi eserciteranno la loro responsabilità e libertà con un referendum confermativo, che sancirà questo passaggio storico.

 

San Marino, 25 giugno 2015

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