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ANCORA SUI RIFIUTI
Giovedý 09 aprile 2015

Si parla di gestione “intelligente” dei rifiuti ormai da anni e ancora non ci siamo arrivati!

Nel maggio del 2011 è iniziata la sperimentazione del sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” nel Castello di Chiesanuova con risultati positivi oltre le previsioni.

Da settembre 2012 è stato avviato il sistema nel Centro storico di Città; data la complessità della zona, con una presenza forte di negozi turistici, alberghi, ristoranti e servizi di ogni tipo, questo passaggio era cruciale per verificare la fattibilità del porta a porta; anche questa sperimentazione, dopo i primi necessari aggiustamenti, funziona e sta dando ottimi risultati.

Nel marzo 2014 si è ampliato il sistema al Castello di Fiorentino e anche qui sta andando bene.

L’avvio del porta a porta nei Castelli di Faetano e Montegiardino era previsto per l’inizio dell’estate 2014, ma tutto si è fermato.

L’estensione della raccolta p.a.p. a macchia d’olio, cioè procedendo per Castelli contigui, prospettata dal direttore di AASS come miglior sistema applicativo, al momento è ferma a sole 3 realtà.

In 5 anni solamente 3 realtà.

Questa lentezza sta facendo lievitare i costi. E’ come se facessimo girare per il Territorio un nuovissimo pullman da 50 posti con solamente 3 persone dentro! Lo capisce anche un bambino che il problema non è nel pullman, ma nel fatto che ci sono solo 3 persone che lo usano. Il sistema per essere conveniente, oltreché efficace, deve funzionare a pieno ritmo, cioè su tutto il territorio!

L’Azienda ha ritenuto utile avere un piano di gestione complessivo elaborato da una ditta esperta del settore e nel luglio 2014, come ci testimoniano dall’Osservatorio sulla gestione integrata dei rifiuti, è stata selezionata la ditta torinese “Esper”, stimata e di altissimo livello. L’incarico però è stato firmato all’inizio di gennaio 2015. Anche in questo caso tempi lentissimi.

Sei mesi per firmare un contratto. In realtà simili alla nostra per estensione del territorio e complessità, il porta a porta in sei mesi è stato attuato completamente.

Entro questo mese il progetto di Esper sarà consegnato e ci aspettiamo che venga applicato in tempi brevissimi, direi straordinari, poiché di tempo su questo tema ne è stato consumato anche troppo!

Il PSD il 5 giugno 2013 ha realizzato il convegno “Cambio di passo. Per fare la differenza nella gestione dei rifiuti” al  termine del quale è stato elaborato un documento intitolato “Per una strategia innovativa nella gestione dei rifiuti. Verso una Repubblica a rifiuti zero”, approvato all’unanimità dalla Direzione del Partito.

Questo documento individua nel sistema porta a porta lo strumento cardine per ottenere una raccolta differenziata dei rifiuti efficace e di qualità in breve tempo; è un sistema che, inoltre, favorisce la costruzione del senso civico, della partecipazione, della responsabilità e consapevolezza da parte di tutti i cittadini.

Il Segretario Antonella Mularoni in un recente articolo apparso sulla stampa il giorno di Pasqua, ribadisce che “l’incenerimento o la termovalorizzazione non rientrano in alcun modo nel novero delle soluzioni prese in considerazione dalla propria politica di gestione dei rifiuti”. Sono perfettamente d’accordo! Aggiungo che non rientrano neanche nel programma di governo.

Inoltre il Segretario al Territorio ha ricordato che la Repubblica di San Marino ha deciso di adottare la “strategia rifiuti zero”, come da ODG del Consiglio Grande e Generale del 17 aprile 2014, e di estendere su tutto il territorio il metodo della raccolta domiciliare spinta dei rifiuti porta a porta.

Ma allora perché tanta lentezza?

Una volta esteso a tutto il territorio il nuovo sistema permetterà una redistribuzione delle risorse economiche che con le raccolte attuali a cassonetto stradale vengono prevalentemente destinate al trattamento e smaltimento tramite soggetti non sammarinesi (circa 150 euro/tonnellata) “seppellite” in discarica a Sogliano o “bruciate” nell’inceneritore di Riccione, mentre col porta a porta saranno prevalentemente destinate alle fasi di raccolta, ovvero creando posti di lavoro sammarinesi (si stima un nuovo posto di lavoro ogni 1.000 abitanti serviti).

Una volta esteso a tutto il territorio il nuovo sistema converrà passare all’applicazione di una tariffazione che premierà i virtuosi e graverà maggiormente su chi produce più rifiuti.

Una volta esteso a tutto il territorio il nuovo sistema consentirà alla Repubblica di San Marino una maggiore autonomia rispetto alla necessità di smaltimento dei suoi rifiuti, non dipendendo più da impianti e gestori che, in qualsiasi momento, possono decidere di chiudere i cancelli o aumentare i prezzi.

In conclusione: cosa aspettiamo ancora?

 

Marina Lazzarini -  Segretario PSD 

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