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Medioriente: distruzione vs costruzione
Domenica 29 febbraio 2015

Il PSD ritiene sia il tempo di un passaggio storico nella politica mediorientale, perché la sua instabilità è ormai una minaccia diretta e costante alla nostra sicurezza.

La presenza di gruppi di milizie e potenti bande armate, emerse dalle guerre civili, generate anche dalle pressioni internazionali sugli Stati arabi (Libia, Iraq, Siria), ha causato un quadro precario e ingovernabile.

Occorre assumersi delle responsabilità per recuperare stabilità e rafforzare i fondamenti dell'ordine internazionale.

Il riconoscimento dello Stato di Palestina introduce un elemento conseguente e costruttivo in questo quadro. E' una risposta divergente, pacifica e razionale all'attuale disgregazione in Medio Oriente in cui s'alimenta la politica del terrore con un chiaro disegno opportunista e sanguinario, giocato sull'incapacità di offrire risposte concrete a un processo distruttivo ben organizzato.

Lo Stato di Palestina, ormai riconosciuto da un ampio consenso internazionale, rappresenta un perno del nuovo ordine mediorientale da ricostruire.

A differenza del passato, esso corrisponde ad una esigenza generale e non più particolare: creare più sorgenti di stabilità laddove necessario, risolvendo un antico conflitto per affrontare, con spirito unitario, nuove e inaudite minacce dirette.

Il riconoscimento della Palestina dimostrerebbe la vitalità di una cultura di coesistenza internazionale fondata sul compromesso politico e il diritto, incarnato solo dallo Stato.

La sua affermazione toglierebbe acqua avvelenata dal pozzo, concreto e simbolico, cui attinge chi diffonde alienazione e violenza fin nel cuore dell'Europa.

Il PSD ne è consapevole e per questo sostiene tutte le azioni possibili che, da San Marino, affermino questa linea politica. 

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