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GIORNATA DELLA MEMORIA
Lunedý 26 gennaio 2015

Il 27 gennaio ricorre la Giornata Internazionale della Memoria, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Il 27 gennaio 1945 si aprirono i cancelli del campo di Auschwitz, uno dei campi di concentramento più duri del regime.

Il termine olocausto, in ebraico “shoha” , secondo il dizionario è una forma di sacrificio praticata nell’antichità, specialmente nella religione greca e in quella ebraica, in cui la vittima veniva interamente bruciata. Presso gli Ebrei, secondo la tradizione, rappresentava la più completa espressione del culto offerto a Dio.

Ecco perché non condivido questo termine per indicare lo sterminio sistematico degli Ebrei messo in atto con metodo e rigore scientifico nella Germania nazista hitleriana. Non si tratta di sacrificio come atto di culto, come offerta a Dio. Sono fermamente convinta, peraltro, che nessun Dio richieda sacrifici umani e neanche di animali o altre forme di vita. Si tratta di sterminio in massa, di omicidi programmati, con la volontà di annientare, di uccidere, di eliminare persone innocenti, civili, donne e bambini senza alcuna difesa, assassinati nei modi più crudeli e disumani.

6 milioni di ebrei, più i dissidenti tedeschi, gli zingari, i disabili, i testimoni di Geova, i prigionieri di guerra, fino ad arrivare a 15 milioni di morti nei campi di concentramento! Chiamiamo gli eventi con il loro giusto nome, l’olocausto è stato un vero e proprio genocidio!

Ricordare è doveroso, capire perché un popolo arrivi a considerare delle persone soggetti senza dignità è fondamentale, per prevenire rigurgiti disumanizzanti, sempre in agguato, saperli riconoscere e contrastare prima che diventino pericolosi per l’umanità.

Il XX secolo è stato segnato da genocidi atroci, a cominciare da quello degli Armeni, fra il 1915 e 1916 con 1 milione e 200 mila persone uccise.

Il regime stalinista in Russia da 1924 al 1953 ha contato 20 milioni di vittime fra i dissidenti nei gulag.

Il regime hitleriano in Germania fra il 1933 e il 1945 ha prodotto 15 milioni di vittime nei campi di concentramento.

La rivoluzione maoista in Cina fra il 1949 e il 1975 ha ucciso 48 milioni di persone nei campi di correzione.

La Cambogia in soli 2 anni (1979/1980) ha eliminato 1 milione e 854 mila persone.

I desaparesidos in America Latina fra gli anni ’70 e ’80 sono stati più di un milione  e 800 mila gli indios sterminati  in Amazzonia.

Il Kurdistan fra il 1988 e il 1990 conta 50.000 morti.

In Ruanda in un solo anno, il 1994, sono state uccise 1 milione di persone.

A Srebrenica, in Bosnia, l’11 luglio 1995, in un solo giorno, ci furono oltre 10 mila morti per “pulizia etnica”.

Nel Darfur dal 2003 al 2004, ci furono 450 mila morti.

In Sudan, ci furono 1 milione e 900 mila morti.

L’umanità, purtroppo, non ha mai smesso di macchiarsi di crimini come il genocidio, la pulizia etnica, il razzismo e la xenofobia.

Occorre sensibilizzare e rafforzare la memoria della Shoah, soprattutto rispetto alle giovani generazioni, in modo da conservare nel futuro del nostro Paese la memoria di un tragico ed oscuro periodo.

La Repubblica di San Marino, nel contesto internazionale, deve giocare un ruolo chiave come portatore di valori quali la solidarietà, la pace, la fratellanza e il rispetto tra i popoli affinché simili eventi non accadano più.

Marina Lazzarini Segretario PSD

San Marino, 26 gennaio 2015

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