COMUNICATO
Intervento Susanna Ragini
Sabato 28 settembre 2013

Quando ho appreso il nome che avrebbe avuto il  2° Congresso del PSD “acceleratori di sviluppo”  la prima cosa che mi venne in mente furono gli acceleratori di particelle. Non capivo il senso o il nesso tra materia scientifica e  Congresso politico. Su Google ho digitato la parola  “acceleratori “ e si è aperta la pagina di una rivista  di cultura e politica scientifica.  É stata la conferma,  che la prima impressione che avevo avuto era quella giusta e che di materia scientifica, appunto,  si trattava. Ho cominciato a leggere qua e là, comprendendo ben poco associando le parole acceleratori  con produzione di energia,  e con “nuova energia per un nuovo sviluppo” . Così ho compreso che il nome che è stato dato a questo congresso è illuminante. La forza dell’energia, l’energia di tutti i cittadini sammarinesi, insieme, per creare un nuovo sviluppo, sostenibile meglio ancora se eco-compatibile, che possa dare prospettive per un futuro migliore a noi ed ai nostri figli. Un partito, il PSD,  al servizio delle persone che vivono con passione questo paese, che vogliono spendersi per accelerare l’uscita  di San Marino da questa crisi economica e politica, il nostro è un piccolo Grande paese, come grande è la volontà dei sammarinesi di tornare a vivere serenamente.  È arrivato il momento in cui il coraggio deve essere più forte della paura e la speranza deve prendere il posto della rassegnazione.

Vorrei un partito, il PSD, dove il “tenere insieme” non può essere la responsabilità di uno, ma di ciascuno, una libera assunzione di responsabilità collettiva, resa necessaria dalla  situazione critica in cui versa  il paese. Servono nuovi metodi e una rinnovata fiducia anche e soprattutto nelle possibilità della buona politica.

Il paese ci chiede responsabilità, unità, serietà.

Oggi abbiamo davanti una grande salita. Una salita che dobbiamo affrontare insieme, convinti che solo con tenacia , competenza e coraggio possiamo arrivare sulla cima, per poter guardare un panorama di opportunità. L'opportunità di costruire un Paese migliore, che sia l'orgoglio dei cittadini che lo abitano.

Il congresso del PSD segna il momento di marcare l'identità forte di questo Partito, di rifondarlo su basi solide e concrete. Perché un partito forte costituisce lo strumento per costruire un paese migliore.

Sono nata negli Stati Uniti figlia dell’emigrazione che negli anni 50, ha portato molti sammarinesi a trovare lavoro all’estero. Anni di duro lavoro e sacrifici.  L’obbiettivo di mio padre era quello di tornare a casa, per costruire nella sua terra, un futuro migliore per se e per la propria famiglia. Non vorrei che le prossime generazioni debbano ripetere l’esperienza dell’emigrazione imposta dalla necessità. Iscritta al PSD, fin dalla sua nascita, perché ho creduto nel progetto dell’unificazione delle sinistre, per un progetto riformista,  per il cambiamento e lo sviluppo di questo paese. Ancora oggi sono e credo in quel progetto e non trovo giustificazioni plausibili per coloro che hanno cercato e cercano di distruggerlo,  soprattutto dall'interno.

Troviamo il modo di parlare un linguaggio che possa essere ascoltato e compreso da tutti, che sia veramente un dialogo con la cittadinanza e non un monologo.

Cerchiamo il confronto anche con le forze politiche di questo paese che hanno una visione ed idee simili e compatibili con le nostre, per riuscire ad intraprendere quel percorso riformista che da sempre ci contraddistingue.

Per riaccendere le passioni e le speranze che ha saputo suscitare la nascita del PSD serve un partito che abbia il coraggio di esserci.

Un Partito aperto a quanti vogliono lavorare con noi, aperto alla società e alle sue istanze, che si radichi sul territorio per i progetti che vuole realizzare, prima ancora che per i suoi presidi. Rifondiamo questo partito sul dialogo, sulla sincerità e sull'apertura. Dobbiamo essere animati dalla logica del proporre e del fare, lasciando da parte quella del chiedere, dell'aspettare e del giudicare. Un partito che sia mezzo, mai fine e che dia un significato nuovo alla parola "comunità", a partire dal suo interno.

Rifiutiamo quindi sia l'idea di un Partito liquido, sia quella opposta di un fortino monolitico e gerarchico, che è specchio di paura, e non il faro di speranza. Vogliamo un partito organizzato, che abbia regole e strutture in grado di offrire ai propri militanti quanto serve affinché l'impegno politico sia vissuto come un laboratorio di creatività.

 Il PSD deve essere un catalizzatore di talenti, un luogo di sintesi e sinergia delle mille voci che sono la ricchezza della comunità nazionale. Un partito che si propone di coagulare le idee della società assicurando quella efficacia che solo un partito organizzato può garantire.

Il nostro partito sarà forte e credibile se le nostre tessere non saranno solo un Telepass per contarsi, un mero certificato elettorale in vista del congresso. Il ritiro della tessera segna la conclusione di un cammino di identificazione e l'inizio di un percorso di azione politica. Prendere una tessera solo per votare, per poi stracciarla se il proprio candidato o la propria linea non prevalgono non è utile né al partito né al paese. E' il momento di costruire il partito "su basi culturali, politiche e organizzative forti".

Un nuovo civismo deve animare il PSD, perché questo Paese ha bisogno di una scossa fortissima, che faccia cadere le tante incrostazioni di anni di cattiva politica. La politica  è servizio civico, è cura della cosa pubblica.

Credo nell'importanza di questo Congresso che è un passaggio politico e non solo amministrativo, grazie al quale getteremo le basi per dare corpo ad un vero riformismo, che è l'incontro tra i grandi ideali e la concretezza del quotidiano. Lasciamoci alle spalle il periodo del guadagno facile, adesso dobbiamo saper guardare gli orizzonti di sviluppo che San Marino ha davanti a se: alta tecnologia, energie alternative, imprese turistiche, attività commerciali di  nicchia, eccellenze agro-alimentari, imprese della tradizione artigianale e di servizi alla persona, anche nel campo della sanità. Guardiamo ad esse per innovare la nostra economia e tenerla al passo con i tempi.

Vorrei che si comprendesse che le attività economiche sammarinesi hanno bisogno di più ampi spazi di manovra, un alleggerimento delle procedure burocratiche reale, la possibilità di entrare a pieno titolo a far parte di quel grande mercato che è l’Unione Europea,  l’apertura ad investimenti, nel nostro territorio, da parte di imprenditori italiani ed esteri seri e solidi. Fondamentale sarà anche la fuoriuscita dalla ormai famigerata “BLAK LIST” italiana. Il nostro partito in questi pochi mesi ha già fatto tanto e gettato le basi perché questo possa avvenire.

Spero vivamente che il referendum che si terrà il prossimo mese di ottobre, possa essere l’inizio di un percorso verso l’adesione, a quell’Europa, tanto temuta da alcuni, che potrà dare nuova linfa e possibilità in ogni campo ai nostri cittadini sammarinesi. Mi auguro che troppa paura non renda i sammarinesi  miopi.

 Sosteniamo il risparmio energetico, la raccolta differenziata, anche porta a porta e il ciclo dei rifiuti. Stimoliamo la cultura e l'educazione alla sostenibilità in ogni nostra azione. Molti vedono nella rivoluzione “verde” la più grande opportunità per l'uomo e per l’economia del XXI secolo.

La sfida dello sviluppo e del rinnovamento non potrà mai essere vinta fino a quando anche il merito non sarà, il solo parametro a determinare le opportunità.

 Quante persone oggi sono vittima di un sistema malsano fatto di infinite gavette, raccomandazioni, nepotismi più o meno celati, amici e favori? Tutto questo non ha nulla a che vedere con il merito. "Riportiamo il merito dal cielo alla terra". Diamogli sostanza, istituendo come regola e non come eccezione un sistema esterno di valutazione dei risultati conseguiti in ogni campo.

Credo che il PSD dovrebbe impegnarsi fermamente in questa battaglia, che va nell'interesse dell'intera comunità: perché a tutti conviene che nell’amministrazione pubblica, nella scuola, nella sanità, ed in ogni campo siano le capacità personali a determinare la selezione della classe dirigente.

La battaglia per una dimensione ETICA dello Stato, quindi della vita pubblica, dovrà essere un’altra grande passione dei socialisti e dei democratici;  Costruiamo quindi un Partito consapevole che i suoi protagonisti debbono essere i primi ad offrire esempio di sobrietà e di rispetto per la legalità, perché in essi deve rispecchiarsi il Paese migliore. Il PSD vuole rivolgersi agli onesti, a quanti si impegnano nel lavoro e nella vita. A questi dobbiamo parlare e prima ancora che lo facciamo, sono i nostri gesti, i segni e la nostra stessa vita quotidiana a dover parlare per noi e a far capire ai sammarinesi che siamo donne e uomini in cui possono investire fiducia.

Un partito serio è un partito in cui tutte le persone sono indispensabili: i militanti, quanto i dirigenti. E' serio il partito che rifiuta le rendite di posizione, i pacchetti di tessere e l'assenza di trasparenza. Che  predica il merito come criterio di promozione sociale per poi praticare la cooptazione come criterio di promozione politica.

Penso al PSD come ad una grande contenitore, dove la condivisione orizzontale delle esperienze, iniziative e competenze, è importante, tanto quanto, se non di più, della trasmissione delle informazioni e delle direttive secondo una logica verticale.

Abbiamo un disperato bisogno di parlare con i sammarinesi con un linguaggio nuovo, di trasparenza, trasmettendo il senso di ciò che facciamo. Rifiutiamo l'idea che si possa governare bene mentendo ai cittadini. Non possiamo governare  bene il Paese senza essere in grado di comunicargli con efficacia quanto stiamo facendo.

Il PSD deve fare la sua parte nell'incentivare la formazione politica, per una classe dirigente capace e dinamica, coinvolgendo il maggior numero di giovani e di donne. Abbiamo bisogno di vere e proprie scuole di politica, dove non ci si confronti solo e soltanto sulla sua storia  ma anche  sui contenuti della proposta politica del nostro partito e sugli strumenti che un politico deve saper fare propri: lettura e analisi del voto, tecniche per parlare in pubblico e scrivere discorsi, strategie di comunicazione e molto altro.

Io credo che in politica, come nella vita, a volte si abbia una sola occasione: o la si coglie, mettendosi in gioco fino in fondo, rischiando di vincere tutto o di perdere tutto, altrimenti si aspetta sperando in un improbabile momento giusto. E’ proprio l'attesa di un vento migliore che non fa navigare verso i nuovi orizzonti. Quando soffia il vento del cambiamento, quando arriva la scelta decisiva, bisogna avere il coraggio di mollare gli ormeggi e spiegare le vele, smettendola di giocare per pareggiare: oggi noi giochiamo per vincere. Non per noi, ma per il nostro Paese. Facciamolo insieme.

Facciamolo insieme con passione, competenza e coraggio.

Grazie.

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