COMUNICATO
Intervento Fausta Morganti
Sabato 28 settembre 2013

Ho scelto di dedicare i 7 minuti alla nostra forza politica,perché costruire un buon partito, svelandone e superando la difficoltà, è lo strumento che possiamo mettere adisposizione di San Marino per sfidare la crisi.

Durante gli scorsi mesi,in fase di preparazione del congresso ,un gruppo di compagni, aderenti al partito ,si è riunito ed ha elaborato un documento,che ritengo debba essere portato ,nelle sue linee essenziali ,alla attenzione di questa  assise.

Il documento in questione non ha ratifiche di organismi ,né è mai stato oggetto di trattative o di formazioni di correnti interne.Si tratta semplicemente ,di una riflessione sul partito e sul modo di aderirvi per una militanza efficace e unitaria ,raccolta in poche righe scritte,per  chiarire e rendere trasparente la sua natura eminentemente politica.

Il tentativo è  di analizzare,portandolo innanzi tutto alla luce,il disagio ,che ,da tempo percorre i rivoli del partito e che,in questi lunghi anni dalla sua nascita,non ha trovato una sintesi appropriata.

 L’ analisi porta alle  conclusioni ,che cercherò di esporvi.

     -benchè la ormai decennale unificazione dei due maggiori partiti della sinistra sammarinese abbia dato ,come risultato,l’auspicato rimescolamento,tuttavia fra gli aderenti ,ragioni e contenuti di distinzione nell’idea di partito,nella concezione e nell’esercizio del potere,nella coerenza fra obiettivi e comportamenti etici,nell’idea di comunità che si riconosce in leggi e istituzioni non piegate a interessi particolari ,conservano tutta la loro attualità.

  -ad aggravare questa frattura è recentemente intervenuta una diversa interpretazione delle risultanze della commissione di inchiesta consigliare sulle infiltrazioni malavitose a vari livelli dello Stato e la possibile connivenza di dirigenti con primarie responsabilità nella gestione pubblica.

 

Non è dunque la normale dialettica di posizioni politiche su temi e proposte progettuali,che  ha dissestato il progetto della sinistra del 2000,ma divergenze su metodi e strategie, che si sono via via sempre più fortemente manifestate e che sono  oggetto di confronto quotidiano fra i cittadini : ,su ciò che è legittimo o non in politica, fra il sostenere obiettivi di sviluppo per il Paese  , creando le condizioni perché questi possano affermarsi,essere condivisi e la sfiducia nella forza politica che li propone e nei suoi dirigenti perché se ne mettono in discussione i valori di riferimento di concezione etica e di pratica politica.

 Il passo indietro ,in questi casi,di chi ,anche a torto,è indicato come facente parte di quel sistema ,che ha attanagliato in una crisi profonda il  Paese,potrebbe risolvere parte dei problemi,in modo dignitoso e onesto,senza processi che devono essere consumati in altri luoghi. Non si può infatti, ignorare, che il luogo della politica ha già sanzionato e con la nostra unanime partecipazione e non si tratta di un angolo appartato,ma del CGG,il luogo della rappresentanza dei cittadini elettori.

 

Personalmente ritengo che ci possano essere sempre e in ogni caso motivi e lavoro politico da sviluppare per non disperdere e non far dimenticare l’apporto costruttivo e valido che ognuno di noi ha saputo dare,ma la sintonia con le istituzioni e con la stragrande maggioranza della opinione pubblica ,la più accanita a sinistra,sono elementi che devono avere la nostra considerazione,pena la perdita sempre più forte di consensi e di credibilità e autorevolezza della nostra forza politica.

 

Questo  stato di cose  ci ha fatto ottenere un modestissimo risultato elettorale,pur avendo impegnato una marea di giovani come candidati alle elezioni e per supportare l’organizzazione dei diversi eventi.

La loro presenza è risultata essere solo di facciata ,se non di copertura .di una dirigenza politica divisa,litigiosa ,incapace di avere una strategia sulle scelte fondamentali per il futuro della Repubblica ,che è anche il loro futuro.

 

 

L e fasce più giovani e perspicaci , con più attenzione ai problemi sociali,economici,culturali del Paese,si sono rivolti ad altre formazioni politiche,anche dell’ultimo momento,mandando in fumo tutta la nostra retorica del glorioso passato del socialismo sammarinese.

 

Nella politica delle alleanze questa frantumazione della sinistra,è proprio ciò che avevamo  abbandonato sul palco dell’ unificazione:mettere a disposizione tanti piccoli residui di sinistra,alternativi fra di loro,per i governi ad egemonia di altre forze politiche.Le nuove forze ci hanno  indicato il nuovo,considerandoci inadeguati come partito della sinistra riformista. Non si sono presentati come antagonisti della destra,delle politiche pseudo-liberiste ,che stanno distruggendo autonomia e statualità,ma in alternativa alle nostre debolezze.

Ci hanno indicato , maldestramente forse,che la politica è coerenza di comportamenti anche etici ,che il tentennare sulle questioni di fondo come la salvaguardia dell’equità,della giustizia ,delle pari opportunità impoverisce lo slancio vitale della nostra forza politica,le toglie significato e protagonismo,.Ci hanno soprattutto fatto toccare con mano che le promesse di attenzione alle nuove risorse vanno mantenute e non sostituite con risorse di comodo.

Il mio auspicio è che il congresso possa significare davvero una svolta,che i documenti preparatori non servano  ad affermare politiche estranee alla sostanza politico-culturale del PSD,della sua storia e delle sue tradizioni,per poi pentirci di averlo scritto o per imporle a una metà del partito, Mi auguro che sapremo dire,dal Congresso, ,tutti insieme una parola chiara sull’economia per progetti coraggiosi e adeguati al nostro territorio,

  sui servizi  non  rimpallandoci più su presunte possibili  privatizzazioni che è un tema che richiede profonda riflessione in un piccolo Stato,.Sulle banche,e la finanza, che abbiamo messo sotto osservazione di organismi clientelari inefficaci e di grande spesa.

 Un progetto sul futuro,necessita  di legalità e istituzioni funzionanti, di strutture dello Stato non  infiltrate  dal favore politico ,che ha prodotto  inefficienza e debolezza di  fronte alle grandi sfide che hanno percorso  l’Europa e il mondo nei recenti decenni,che abbiamo fronteggiato  accartocciati sui privilegi della nostra piccola realtà.

Il permanere di questa condizione,  purtroppo nella tradizione più sconfortante della nostra autonomia e sovranità statuale, è ciò che ci ripropongono i movimenti e i partiti contrari al Referendum sulla richiesta di entrata nella Unione Europea che, come già detto anche dall’UPR, non mette in discussione nessuna trattativa già avviata ,né impedisce allo Stato  di trattare con il massimo di libertà gli eventuali passi successivi . L’ Europa è oggi una condizione inevitabile,perché la ricchezza e il benessere ce lo potremo costruire solo da cittadini europei,rinunciando alla passività ,che porta soltanto sudditanza.

Ma ancora una volta ,anche per questo,noi dobbiamo  contare sulle nostre forze,liberi da sospetti e limpidi nella nostra identità di partito.

 

 

 Se vogliamo che la protesta sindacale di questi giorni e di questa portata,non superi i limiti della convivenza democratica,sfuggendo di mano alle organizzazioni,dobbiamo metterci a un tavolo e ragionare ,liberi da arroganze. Lo possiamo fare sia sollecitando i nostri alleati di governo,che con le opposizioni che mi sembra hanno dato tutta la loro disponibilità, che aprendo un dialogo costruttivo le organizzazioni,molteplici ,del sociale anche più nascosto,che si sono in gran parte sostituite ai partiti nell’aggregazione,nel fare comunità e nelle pratiche di solidarietà,mantenendo anche aperta la finestra sul mondo,.

Proprio questo dato incontestabile ,emerso con grande vivacità nel contesto sociale e culturale di San Marino,facendo rilevare l’inerzia del dibattito politico,ha indotto a presentare come candidata alla segreteria del partito,una compagna impegnata nel sociale con grande autonomia e competenza. Chiedo un sostegno unanime del partito perché necessario al PSD,al Governo,al Paese. Una nuova candidatura necessaria in questo momento,non significa buttare via il passato,potrebbe anche voler dire rivalorizzare competenze e impegno,slegati dalle pastoie e dai condizionamenti che hanno pesantemente offuscato l’immagine di un giovane,che abbiamo buttato nella mischia,senza difese e a districarsi in opere di bassa mediazione ,che altri avrebbero dovuto condurre,per non bruciare una nuova energia. Per questo propongo alla assemblea,che indichi al nuovo direttivo,Gerardo come presidente del PSD.

Il nostro voto, nell’uno e nell’altro caso, può dare speranza di cominciare ad uscire dalla crisi di partecipazione,  fondamento della nostra Repubblica , aspirazione  degli uomini e delle donne che , all’inizio del secolo hanno pensato di mettersi insieme ,per dare dignità di stato alla autonoma  sopravvivenza di San Marino . Per  partecipare noi PSD,così come ci viene anche richiesto dalla Internazionale socialista e dl partito socialista, alla costruzione di una rinnovata identità europea.

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