COMUNICATO
Intervento Iro Belluzzi
Sabato 28 settembre 2013

INTERVENTO CONGRESSO

Saluto a simona.

Finalmente, dopo tanto rimandare, ci troviamo insieme a celebrare il nostro congresso, il congresso dei socialisti e dei democratici.

L’ultimo vero congresso del partito si è celebrato nel 2007dicembre, mentre nel  2009 è stata convocata l’assemblea congressuale.

L’assemblea ha segnato un momento di grossa difficoltà del partito, era il tempo della spaccatura e della defezione di un importante parte del partito che aveva contribuito a costituire l’unità dei socialisti e dei democratici e proprio in quel contesto abbiamo dovuto nominare in tutta fretta i vertici dell’attuale PSD. Noi tutti non possiamo dimenticare questo tempo di emergenza in cui l’unità, tanto cercata e faticosamente costruita è stata in pericolo. Il sogno accarezzato da tutti gli  uomini e donne che hanno individuato il loro impegno politico nella sinistra, sogno quasi mai realizzato in altre nazioni democratiche, concretizzatosi nelle nostra repubblica ha vacillato.

Tornando a quel tempo ricordo con nostalgia che il percorso dell’unità delle sinistre aveva portato il  psd ad essere seppur per un breve tempo il primo partito della repubblica.

 Alla luce di questo fatto durante l’assemblea congressuale del 2009 si è cercato di ripristinare la dirigenza del partito perché il progetto ormai realizzato, di unità della sinistra democratica riformista e progressista, non perdesse smalto e ripartisse immediatamente per raggiungere gli obbiettivi propri della sua fondazione.

Le emergenze purtroppo non sempre permettono di realizzare le migliori scelte, centrare gli obbiettivi e scongiurare i rischi che si paventano all’orizzonte, e mi spiace dire che  la fuoriuscita del nostro presidente a pochi giorni dall’attuale congresso ne è la prova provata.

E arrivato però il momento, dopo tanti anni dall’ultimo congresso, per questa nostra forza politica di riannodare le finalità e perseguire con rinnovato smalto gli obbiettivi che ci eravamo prefissati nel momento della genesi della nostra scelta di unione.

Il congresso deve rappresentare  lo strumento attraverso il quale  il psd torni ad essere luogo di confronto e di elaborazione e non spazio di sterili  scorribande di chi individua nella politica il veicolo per raggiungere la sola soddisfazione di appetiti personali. Quindi non il posto dove le spinte personalistiche possono ingessare  la crescita del partito , delle coscienze, dell’ideologie che invece hanno bisogno di evolversi e maturare. Questi particolarismi e spinte involutive sono stati proprio i fattori deteriori che determinato l’allontanamento dei cittadini dai partiti. Tali comportamenti hanno solo fatto dissipare tante energie costruttive.

Il nostro Partito deve essere un luogo di sano confronto. Confronto con  le sue tante anime con tutte le forme di associazione e con tutte le forme organizzate e della società, insomma con la popolazione tutta, che si mostri aperta al dialogo sulle tematiche a noi care .

Ritengo che sia importante che il dialogo debba aver luogo soprattutto con i partiti della sinistra e dell’area socialista con i quali sia per origine e per sensibilità culturali sicuramente è più semplice instaurare un confronto poi dopo l’intervento del segretario simone celli mi sembra molto più semplice, penso in sostanza, all’area o ai partiti del centro cattolico con il quale il psd ha anche condiviso esperienze di governo

Mi soffermo soprattutto sulla necessità di un dialogo aperto perché credo sia fondamentale questo tipo di approccio per la risoluzione di problemi in un momento così critico e difficile come quello che stiamo vivendo in cui la conflittualità sociale è altissima. Gli scioperi,  le manifestazioni di questi giorni ci devono far comprendere che mai come ora sia necessario il dialogo, il confronto trovare la sintesi fra le parti. Mai come adesso risulta necessario abbandonare le posizioni precostituite per portare avanti con una maggioranza sempre più condivisa le possibili soluzioni per far uscire dalla crisi che sta attraversando, la nostra repubblica.

Reputo molto importante in quest’ottica l’iniziativa che il psd insieme ad altre forze politiche ha intrapreso per la campagna referendaria legata alla domanda di adesione all’unione europea che rappresenta un tema caldo  per il psd, ritenendolo noi essenziale per il futuro della repubblica.

Essere parte di un contesto più ampio rispetto ai nostri circoscritti confini, quale è lo spazio europeo, condividere le stesse regole ed accedere alle stesse possibilità di tutti i cittadini europei rappresenta un importante assist soprattutto per le nuove generazioni. Mi sembra anche che promuovere questa scelta di adesione porti con sé senza più nessun dubbio che questo paese ha scelto la trasparenza, la strada della sana economia nella volontà di garantire a chi verrà dopo di noi l’utilizzo di strumenti e di  possibilità di crescita non solamente economica ma anche culturali.

L’adesione rappresenta quindi  una concreta possibilità di continuare a garantire  la nostra millenaria storia di sovranità e democrazia.

E’ quindi nostro compito fare di tutto per uscire dalla crisi che ci attanaglia e percorrere tutte le strade che ci sembrano funzionali al recupero. A tal proposito mi sento di condividere con voi un pensiero che mi ha attraversato mentre ascoltavo i cori dei manifestanti dello sciopero. A parte prendere atto del clima di sfiducia che si respira fra la gente nei confronti della classe politica penso sia nostro precipuo compito leggere il malcontento dei nostri concittadini ed interpretarlo ascoltando con attenzione lo stato d’animo dei nostri concittadini e il livello di preoccupazione che il paese ci restituisce per il presente e per le future sorti della nostra repubblica. La politica e il nostro  partito devono farsi carico di questi sentimenti di malcontento e con coraggio devono affrontare i tanti problemi e risolverli.

Proprio questo sta cercando di fare questo governo di cui sono un rappresentante con ostinata pervicacia, ascoltare le criticità e lavorare per risolverle.

Voglio sottolineare che questo governo è sostenuto da una coalizione fortemente voluta dal psd di cui voglio riconfermare la giustezza delle scelte sia per il fatto che per le difficoltà dei processi che dovremo affrontare è necessario tenere collegati i partiti più rappresentativi sicuramente per tempi che superino l’arco temporale di una legislatura, mi riferisco alla dc,  per quanto riguarda ap riconoscendo la valenza politica vaglio riaffermare quanto sia stato facile ritrovare un ottimo feeling.    

Alla luce di tutto ciò appare fondamentale per questo soggetto politico abbandonare ogni recriminazione su quello che è stato e  analizzare il presente per costruire il futuro.

Mi rendo conto che quello che ho espresso e che rappresenta la mia più profonda convinzione sul ruolo del partito, sulla sua funzionalità e sulle  sue priorità, cozza non poco con quello che si è verificato all’interno del partito stesso per un periodo abbastanza lungo dove si è investito poco sulla comunicazione e sul dialogo interno e dove purtroppo una parte seppur piccola ha speso tutte le proprie energie per escludere.

Questo è il tempo giusto per fare una sana autocritica per ciascuno di noi e per fare un analisi spassionata su ciò che è stato; sono certo che formatisi gli anticorpi, tutti riusciamo oggi a reinterpretare pienamente la funzione della politica e a comprendere quanto è stato l’impegno di alcuni  nel ricercare le soluzioni perché il progetto del psd non subisse ulteriori danni soprattutto nella fase precongressuale.

Mi auguro che dall’analisi, dal dibattito di questo congresso possa emergere una sintesi che rilanci il partito, e che lo stesso ritorni ad essere il partito della sinistra socialista democratica e riformista in grado di dare le risposte ed individuare le soluzioni che il paese si aspetta.

Voglio ancora credere in un  partito che riassuma l’elemento fondativo quale luogo di incontro di aggregazione di  tutti gli uomini e le donne dei giovani  che pensano all’impegno  nel sociale e  quindi  anche alla politica come ad uno strumento per costruire un mondo nuovo dove l’equità, l’interesse collettivo prevale su quello particolare, dove si concretizzi lo stato di diritto,  dove la meritocrazia prevalga sulle rendite di posizioni, dove l’impegno ed il lavora abbia una rilevanza maggiore al patrimonio, dove la collettività tutta sia più importante dei singoli componenti.

Voglio credere ad un partito che aiuti a costruire istituzioni più legate e corrispondenti ad una globalità profondamente ridisegnata, ai percorsi di inserimento a pieno titolo nell’unione europea, e soprattutto auspico la presenza di in partito che, anche in qualità di componente la forza di governo, faccia concretizzare  e  garantisca il diritto primario dei propri concittadini cioè il diritto al lavoro.

Tale diritto, capiamo molto bene ora che ci troviamo in difficoltà su questo fronte, è un elemento primo atto a realizzare pienamente  la democrazia e l’autodeterminazione dei singoli. Come potete immaginare la mia sensibilità sotto questo aspetto della vita dell’uomo si è acuita per il ruolo che sto ricoprendo in un momento di crisi come quello che sta attraversando la repubblica.

Il precariato, la disoccupazione  sta portando fasce sempre più ampie della nostra cittadinanza a vivere situazioni di profondo disagio ed in alcuni casi proprio per la difficoltà di trovare un’occupazione sta facendo vivere ai nostri concittadini momenti drammatici.

 Francamente ciò non è accettabile per me, non lo è  per il partito dei socialisti e dei democratici e non lo è  per tutta la repubblica.

Ritengo necessario che il nostro partito dal congresso esca con una linea politica ben definita ma soprattutto con una classe dirigente che sia in grado già da lunedì di far sentire la propria voce all’interno del quadro politico generale e a maggior ragione  all’interno della maggioranza.

Dobbiamo avere la capacità di imprimere quelle scelte sulle tematiche relative alla catalizzazione di nuovi investimenti ed investitori sul territorio della repubblica in grado di rimettere in moto un’economia ormai asfittica, in grado di generare nuova occupazione in tutti i settori.

Essenziale logicamente in linea ai progetti voluti dal nostro partito è rendere effettiva la legge sullo sviluppo, renderla effettiva con il decreto attuativo con il quale fissare i parametri perché le iniziative imprenditoriali possano avere il via libero.

Non è possibile pensare a parametri troppo alti in un momento storico in cui le economie globali ancora non hanno imboccato la strada della ripresa. E’ necessario invece favorire investimenti esteri che creino nuova economia che sconfiggano il tentativo di chi sembra voglia conservare lo status quo per determinare sempre con maggior forza le sorti della nostra repubblica e forse soverchiare la nostra sovranità.

Il partito che uscirà dal congresso dovrà essere in grado di sconfiggere il conservatorismo che garantisce soltanto le posizioni di rendita, dovrà sostenere le politiche di integrazione non formali ma sostanziali.

Deve rifuggire la demagogia ed il facile populismo pensando che dietro le politiche di sviluppo così come indicate nei nostri progetti si nasconde il tentativo di ritornare al passato, il passato è passato e non potrà ritornare.

Voglio chiudere questo mio breve intervento convinto che da questo congresso nascerà un partito rinnovato e rigenerato, consapevole del proprio ruolo, conscio delle proprie responsabilità in grado come da sempre lo sono stati i partiti della sinistra  nella loro centenaria storia, di dare  speranza e soprattutto  di raggiungere obiettivi che sembravano irraggiungibili, oggi più che mai c’è bisogno che ritroviamo lo spirito dei padri storici della sinistra per continuare a garantire uniti presente e futuro  

 

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