COMUNICATO
Intervento Daniele Stefanelli
Sabato 28 settembre 2013

Presidenza, gentili ospiti e compagni delegati, vi ringrazio dell’attenzione, è per me un onore prendere la parola in questa assise, dove celebriamo il secondo Congresso del Partito dei Socialisti e dei Democratici.

Non nascondo la mia emozione poiché dopo molti anni di inattività politica, mi ritrovo oggi qui insieme a voi a decidere il futuro del più grande partito della sinistra sammarinese.

Come dicevo, per tanti anni ho preferito non partecipare alla vita pubblica e al dibattito politico di questo paese, ma poco più di un anno fa ho deciso di riprendere la mia militanza politica iniziata da giovanissimo nelle fila del Partito Socialista Sammarinese e proseguita per un breve periodo anche nel Partito dei Socialisti e dei Democratici.

Non ho purtroppo vissuto in prima persona il processo di unificazione del Partito Socialista Sammarinese e del Partito dei Democratici, data la mia lunga assenza. Ho comunque assistito con vivo interesse all’azione politica del PSD in questi anni, condividendo le battaglie politiche condotte.

Il mio rientro avvenuto lo scorso anno mi ha permesso di constatare che il Partito dispone di buone idee per la risoluzione della grave crisi, in cui versa la Repubblica di San Marino, ma di un apparato organizzativo inefficace. Abbiamo svolto un’ottima azione politica che ci ha consentito di giungere alla creazione della coalizione San Marino Bene Comune. Infatti, l’elettorato ha premiato questa nostra scelta coraggiosa, affidandoci alle elezioni dello scorso novembre la responsabilità insieme ai nostri alleati di traghettare il paese fuori dal baratro. Ma, nonostante la vittoria, il PSD non ha ottenuto una performance elettorale adeguata al suo potenziale.

È diventato evidente allora che il Partito necessitava di giungere quanto prima ad un nuovo congresso per confrontarsi e riorganizzare la sua azione politica.

Il percorso avviato alcuni mesi fa non è stato privo di difficoltà, ci sono state alcune resistenze sulla fissazione della data del congresso, come se qualcuno temesse di perdere lo status quo. Ma, ormai il dado era stato tratto e nessuno avrebbe potuto interrompere il processo in atto.

Il lavoro del Gruppo di Coordinamento per il Congresso, di cui ho avuto l’onore di far parte, si è svolto costantemente in un clima sereno e costruttivo, dove ogni membro ha contribuito con grande serietà alla stesura dei documenti presentati in questa assise congressuale.

È necessario, innanzitutto, uscire dal torpore, in cui il Partito è sprofondato per un lungo periodo, dove quasi tutti i suoi organismi risultavano paralizzati e non vi era più alcun tipo di iniziativa politica e culturale. Credo che anzi sia doveroso ringraziare quelle poche persone che per amore di questo Partito si sono impegnate affinché non morisse.

Dobbiamo prendere coscienza del fatto che questa impostazione ci ha fatto allontanare dalla nostra base elettorale e più in generale dalle istanze della popolazione. Abbiamo preferito perderci nella elaborazione delle strategie politiche piuttosto che perseguire il confronto e il dibattito con le persone.

Oggi ci meravigliamo del successo dei movimenti, guardando con stupore alla loro capacità di dialogo con la popolazione. Ma, non ci rendiamo conto che essi hanno solamente occupato lo spazio politico che abbiamo lasciato vuoto noi. Dobbiamo porci l’obiettivo immediato di riprendere una seria e capillare azione politica sul territorio, confrontandoci con i cittadini sui problemi del paese, per riconquistare lo spazio perduto.

Per raggiungere questo traguardo dobbiamo ripartire dai circoli, che costituiscono il presidio territoriale, in cui aderenti, simpatizzanti o cittadini possono incontrarsi per discutere; dobbiamo attirare un numero maggiore di giovani, che vengano coinvolti maggiormente negli organismi di Partito, che vengano formati politicamente e gli si dia loro la libertà di organizzarsi in una struttura consona ai recenti mutamenti della politica e della società; dobbiamo spronare i Gruppi di Lavoro a elaborare proposte che possano essere tradotte in atti normativi; dobbiamo avere un confronto costante tra il Partito e i suoi rappresentanti in Consiglio Grande e Generale e nel Congresso di Stato, affinché la loro attività sia adeguatamente supportata.

Se noi saremo in grado di fare tutto questo, allora credo che il Partito dei Socialisti e dei Democratici potrà godere ancora di una lunga vita.

 

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