COMUNICATO
Intervento Gian Luca Belluzzi
Sabato 28 settembre 2013

Ripresa Economica Possibile

 

 

Gentile Presidente

Gentile Segretario

Carissimi compagni delegati

 

Il Paese sta attraversando da diversi anni una situazione allarmante di crisi economica ed occupazionale senza precedenti; il numero di aziende che ha ormai chiuso e licenziato i lavoratori è altissimo, così come è impressionante il dato sulla disoccupazione.

Molte sono anche le aziende che, pur avendo resistito in territorio, stanno affrontando enormi problemi di liquidità, di riscossione dei crediti, di rientri con le banche, di pagamento degli stipendi ai dipendenti!

 

ORMAI LE AZIENDE FALLISCONO O CHIUDONO PER CREDITI!

 

Fortunatamente la situazione non è irreversibile.

Fortunatamente è ancora possibile salvare le aziende sul territorio ed è ancora possibile attirare nuovamente imprese e fabbriche.

 

Il Partito dei Socialisti e Dei Democratici è il partito del Fare; Noi non siamo qui a dare le colpe a questo o a quel governo; il nostro tempo è troppo prezioso per essere sprecato in lamentele.

 

Come dicevo prima, è ancora possibile cambiare la situazione, e per farlo serve NECESSARIAMENTE il contributo della politica, politica che DEVE essere guidata dalle NOSTRE indicazioni, dai suggerimenti che provengono dalla base.

 

San Marino, a causa delle ridotte dimensioni, non può e non deve competere con le grandi aziende produttive italiane; il nostro ridotto territorio e la nostra alta scolarizzazione della forza lavoro devono suggerire alla Politica di porre in essere tutte quelle manovre necessarie ad attirare fabbriche con le seguenti caratteristiche:

 

·         Ridotta dimensione dello stabilimento

·         Mano d’opera altamente scolarizzata

·         Basso impatto ambientale

·         Alto valore aggiunto della produzione

Queste aziende esistono!

Sono in EUROPA!

 

E’ quindi ormai condizione necessaria quella di entrare in Europa, cominciare il percorso finalizzato all’adesione; solo una volta entrati, o comunque solo dopo aver manifestato un chiaro ed incontrovertibile interesse all’ingresso nella Unione Europea è possibile pensare di attirare tali aziende.

E’ difatti vero che esistono Paesi comunitari che hanno un livello di tassazione per le imprese in linea con il nostro livello attuale, e che non hanno dovuto necessariamente stravolgere il proprio ordinamento.

Vi sono Paesi COMUNITARI che hanno potuto mantenere norme a protezione del lavoro interno ed a protezione del loro piccolo territorio.

Sono quindi FALSE tutte le notizie che gli altri partiti danno alla popolazione in vista del Referendum del 20/10.

Entrare in EUROPA NON vuole dire perdere la propria sovranità!

Entrare in EUROPA NON vuole dire perdere la propria autonomia fiscale!

Entrare in EUROPA NON vuole dire essere colonizzati dai lavoratori dei paesi limitrofi!

 

Questo è il primo passo.

 

Una volta entrati in Europa, con l’attuale sistema fiscale la Nostra Repubblica ha tutte le carte in regola per attirare tali aziende.

 

Abbiamo lavoratori qualificati in grado di competere con le maestranze europee

Abbiamo le infrastrutture necessarie per attirare tali aziende ed offrire tutti i servizi necessari per installarsi in territorio.

 

Con l’ingresso in Europa, poi, divengono finalmente disponibili i finanziamenti comunitari per lo sviluppo di imprese ecosostenibili.

Anche le imprese già residenti in territorio potranno accedere ai finanziamenti necessari per la conversione verso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed a basso impatto aziendale.

 

CON L’INGRESSO IN EUROPA LA GREEN ECONOMY diventa REALE!

 

Una volta entrati, o cominciato il percorso di adesione, non solo è possibile attirare tali industrie europee, ma anche aiutare tutte le piccole aziende artigianali esistenti sul territorio.

Difatti normalmente per ogni azienda che nasce o si rafforza, si apre un mercato interessante (il così detto mercato indotto) per tutte le piccole imprese artigiane e locali che offrono a kilometro zero tutta una serie di servizi necessari e vitali per tali aziende.

 

Non è impossibile attirare tali aziende; molte di queste, difatti, sono già presenti i territorio italiano, e non attendono altro che il Nostro Paese esca dalla Black List e torni ad essere una risorsa piuttosto che un problema.

 

Uscendo dalla Black List, e quindi definendo e migliorando una volta per tutte i rapporti con la vicina Italia, gli imprenditori saranno ben lieti di trasferire le loro aziende nella vicina repubblica, nel pieno rispetto delle leggi e della trasparenza godendo delle agevolazioni ma anche delle capacità e professionalità dei nostri lavoratori.

 

Entrando nell’Europa, o comunque cominciando il percorso di ingresso sicuramente si attiverà un volano virtuoso tale per cui l’economia, e con essa l’intero Paese, si risolleverà dalla crisi che sta attualmente attraversando.

 

 

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